Nei notebook la CPU vale quanto il colore, lo sapevate?

Che peso hanno nella scelta del vostro nuovo notebook dettagli come colori, materiali e finiture? Per i produttori ne hanno molta, anzi, hanno la stessa importanza di CPU, schermo e unità di archiviazione, per riuscire a soddisfare l’esigenza degli utenti. Una realtà che non è frutto di un’alzata d’ingegno dell’ultimo minuto, ma che – se ci fate caso – si è sviluppata gradualmente fino ad arrivare a quella che è oggi.

La questione è emersa in una chiacchierata di The Register con Stacy Wolff, responsabile globale della progettazione del design di HP (attualmente primo produttore mondiale di PC). Wolff ha spiegato che fino a quattro anni fa i produttori di notebook prendevano i componenti centrali provenienti da Intel, AMD, Microsoft eccetera, e vi progettavano attorno i computer. Adesso i produttori di componenti cercano di andare incontro alle esigenze di design previste da chi i PC li vende, con un dialogo bilaterale che porta al risultato che vediamo sugli scaffali dei negozi.

Tralasciando che cosa questo comporti in termini operativi (all’utente finale interessa ben poco del fatto che i produttori abbiano dovuto creare uffici ad hoc per questo), il primo aspetto interessante è un evidente cambiamento dell’ottica con cui la maggior parte dell’utenza guarda il portatile. Infatti non si parla solo di computer da tenere a casa, ma anche dei sistemi a uso professionale, perché anche le aziende richiedono prodotti più belli, di modo che i dipendenti a cui vengono affidati non si sentano frustrati da uno strumento di lavoro brutto e con un aspetto antiquato. E perché mandare in giro professionisti con computer belli dà un’immagine giovane e fresca dell’azienda.

L’ambito domestico poi è ancora più estremo perché sempre più utenti cercano di abbinare materiali e colori al design del salotto, in modo che la componente hi-tech si inserisca in maniera armoniosa con l’ambiente.

Allo stesso tempo la maturazione del PC l’ha ormai tolto dall’olimpo degli oggetti di culto per promuoverlo a ragion veduta nella grande famiglia dell’elettronica di consumo, insieme a frigoriferi, lavatrici, eccetera. Elettrodomestici che tutti hanno in casa, e di cui al momento dell’acquisto nessuno si chiede se saranno capaci (rispettivamente) di raffreddare cibi o lavare il bucato. Ma di cui tutti guardano altro.

Resteranno gli smanettoni a cui non importa nulla dell’apparenza e per i quali l’unica cosa che conta è l’hardware interno. Gli stessi a cui verranno i sorci verdi nel vedere gente che compra un PC senza sapere la differenza fra un Core i5 e un Celeron; ma del resto pochissimi sanno che processore c’è nella propria lavatrice, eppure tutti lavano il bucato. E’ semplicemente una questione di aspettative.


Fonte tomshw.it

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