Kodi ha 38 milioni di utenti, quasi tutti pirati

Da 15 anni circa Kodi è fra i punti di riferimento in ambito multimedialità per gli utenti un po’ più esigenti della massa. Definirlo un media player sarebbe riduttivo, perché di fatto è una sorta di piattaforma multimediale su cui installare app e servizi per rendere la consultazione di opere audio e video un’esperienza completa ed esaustiva sotto tutti i profili. Negli ultimi anni ha assunto una notevole popolarità, e purtroppo anche un’impennata di utenti che lo usano nello specifico per accedere a contenuti illeciti che violano i diritti d’autore delle opere.

Secondo la MPAA il problema è talmente diffuso che dei 38 milioni di utenti, il 68,5% è formato da “pirati”. La MPAA è un’associazione che rappresenta i sei studio di Hollywood principali (Fox, Disney, WB, Universal, Sony e Paramount) e che negli ultimi anni ha cercato di arginare il fenomeno dell’arrembante pirateria del web. Sebbene il successo di Kodi non sia dovuto alla pirateria (per anni è stata la piattaforma multimediale e multipiattaforma più completa in assoluto), è chiaro che quello della MPAA è un attacco esplicito nei confronti della sua utenza.

L’associazione ne ha parlato all’interno di un evento della scorsa settimana intitolato “Copyright Pirates’ New Strategies”, in cui il Senior Vice President Neil Fried ha fatto notare che il software di base rimane legale, ma parallelamente le estensioni che possono essere installate su di esso hanno permesso ad una buona parte dei suoi utenti di sfruttarlo con finalità illecite. In assoluto sarebbero 26 milioni, del complessivo di 38 milioni, ad usare in maniera impropria il servizio, mentre solamente 12 milioni lo farebbero in maniera legittima.

TorrrentFreak è entrato in contatto con la XBMC Foundation, che sviluppa Kodi, il cui Presidente ha rivelato che si tratta di numeri di cui non è in possesso nemmeno la società: “Sfortunatamente non ho numeri aggiornati sugli utenti, e siccome non vogliamo guardare cosa fanno i nostri utenti non abbiamo modo di sapere cosa guardano in streaming”, sono state le sue parole. “I numeri della MPAA potrebbero essere assolutamente corretti, ma anche del tutto sbagliati. Noi non possiamo saperlo”. Le ultime cifre divulgate dal team risalgono infatti al 2011, prima del rebrand.

Nel mese di aprile di quell’anno XBMC aveva circa 435 mila utenti in tutto il mondo, e solo tre mesi dopo ben 789 mila. Ha commentato sull’argomento anche TVAddons, una repository non proprio politically correct per il servizio: “Abbiamo sempre impedito l’uso di strumenti d’analisi all’interno degli addon di Kodi, quindi è davvero impossibile compiere delle stime del genere. Sembra che la MPAA stia lanciando numeri a caso senza alcuna prova statistica, e al tempo stesso che stia screditando Kodi come hanno erroneamente fatto con CloudFlare”.

MPAA potrebbe avere altri canali per accedere a quei numeri, ma sembra impossibile ottenere statistiche così precise sfruttando gli strumenti presenti nel software. Le aziende prese di mira si chiedono pertanto se non sia un altro tentativo di demonizzare Kodi e i suoi utenti, cercando quindi di spingere la gente a cambiare piattaforma di riferimento.

 

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